domenica 19 maggio 2013

Stucchevole e stuccoso

Probabilmente faremo sobbalzare sulla sedia qualche “linguista d’assalto”, se si imbatterà in questo sito e leggerà quanto stiamo per scrivere. Vogliamo parlare di due aggettivi, uno variante dell’altro: stucchevole e stuccoso. Quest’ultimo di uso meno comune, per la verità (alcuni dizionari, infatti, non lo attestano). Entrambi gli aggettivi significano, dunque, “nauseante” e simili; si dice, infatti, di un cibo, che preso in quantità notevole provoca la nausea. Noi faremmo un distinguo. Adopereremmo il primo in senso proprio: ho mangiato un dolce stucchevole; il secondo, con uso figurato, nelle accezioni di “noioso”, “fastidioso”, “tedioso” e simili: Luigi aveva un modo di fare veramente stuccoso.


PS. Una rapida ricerca con Googlelibri ha dato: stucchevole 47.500 occorrenze; stuccoso 184.

Entrambi gli aggettivi sono deverbali derivando (Pianigiani) da:




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Egregio Sig. Raso,
come si chiamano gli abitanti di Antívari, il maggior porto del Montenegro, sulla costa adriatica?
Grazie e cordialità
Alessandro Q.
Molfetta
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Caro amico, in italiano la suddetta località si chiama Antibari; gli abitanti sono, quindi, antibaresi.

sabato 18 maggio 2013

«Essendo che...»



Buongiorno dott. Raso.
Mi hanno detto che "ESSENDO CHE" è una forma errata o stilisticamente sconsigliata.
Può darmi delle indicazioni in merito?
Grazie
(Firma)
Località non specificata

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Gentile amico, personalmente aborrisco da questa locuzione, anche se non è affatto errata.
Le faccio "rispondere" dalla Crusca: http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/essendo





venerdì 17 maggio 2013

«Delizievole»? Non fa una grinza (linguistica)

Chissà perché i vocabolari non attestano "delizievole" preferendo  delizioso. Eppure, a nostro modo di vedere, è un aggettivo perfettamente in regola con le norme orto-sintattico-grammaticali: quell'abito è veramente "delizievole", desta, cioè, delizia. È un aggettivo deverbale della seconda classe essendo composto con il verbo "deliziare" e il suffisso "-evole". Se da lodare abbiamo lodevole, da ammirare ammirevole, da girare girevole e via discorrendo, perché da deliziare non dovremmo avere delizievole? I lessicografi ci facciano un... pensierino. Quest'aggettivo, "schifato" dai vocabolaristi, si trova, comunque, in alcune pubblicazioni.

https://www.google.it/search?q=%22delizievole%22&btnG=Cerca+nei+libri&tbm=bks&tbo=1&hl=it#q=%22delizievole%22&hl=it&tbm=bks&psj=1&ei=Lh6VUejZGcPb7AbnkoHgCA&start=10&sa=N


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Collutorio, una sola "t", non colluttorio (la colluttazione non c'entra), come erroneamente è scritto e si può leggere cliccando su questo collegamento: http://www.colluttorio.it/
Perché una sola "t"? Lo spiega, magistralmente, Ottorino Pianigiani:

giovedì 16 maggio 2013

Il bello scrivere




Molto spesso nello scrivere adoperiamo - probabilmente senza rendercene conto - parole generiche e “logorate”; è perciò buona norma fare un piccolo sforzo per ridurre al minimo questo “inconveniente” sostituendo i termini “logori” con altri, a volte meno comuni, ma anche piú efficaci e precisi nel significato. Sperando di non essere tacciati di pedanteria diamo alcuni esempi di parole facilmente sostituibili con altre, che fanno alla bisogna secondo il contesto.

Tra virgolette i termini piú appropriati: fare un’impresa, “compiere”; dare una notizia, “comunicare”; avere simpatia, “nutrire”; avere indosso, “indossare”; dare un incarico, “affidare”; fare un favore, “concedere”; avere un’automobile, “possedere”; dare un ceffone, “assestare”; fare un affare, “concludere”; dare in dono, “donare”; fare un regalo, “regalare”; fare un bel lavoro, “eseguire”; avere un messaggio, “ricevere”. Sono solo alcuni esempi che ci sono venuti alla mente, ma se ne potrebbero fare a iosa. Come si può vedere, la scelta delle parole, anche se viene spesso sottovalutata, o vissuta come una preoccupazione pedantesca, è estremamente importante perché dà ai nostri scritti un tocco di eleganza stilistica. Fine ultimo che dovrebbe stare a cuore a chi ama il bel parlare e il bello scrivere.

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Un interessantissimo articolo di Salvatore Claudio Sgroi, dell’Università di Catania, sulla “rianalisi” (linguistica).

Si clicchi su: http://www.treccani.it/enciclopedia/rianalisi_(Enciclopedia_dell'Italiano)/


mercoledì 15 maggio 2013

Strozzare e strangolare


A proposito di “strozzare” dell’intervento di ieri, due parole due proprio su strozzare e strangolare.

I vocabolari attestano i due verbi l’uno sinonimo dell’altro. A voler sottilizzare non è proprio cosí, anche se hanno lo stesso significato “fondamentale”: morire per asfissia. Colui che "strozza" usa le mani; chi "strangola", invece, serra il collo della vittima servendosi di un laccio o di qualche altro “strumento”. A questo punto vediamo ‘esattamente’ il significato di “sinonimia”.

Con il termine “sinonimia” si intende – in linguistica – una corrispondenza semantica di due o più parole, vale a dire una “somiglianza” di significato di due o più vocaboli. Alcuni, in proposito, sono convinti del fatto che “sinonimia” equivale a “identicità”. Così non è: non esistono in lingua italiana (ma neanche nelle lingue straniere) vocaboli che potremmo definire “gemelli”; c’è sempre una piccola sfumatura di significato.



martedì 14 maggio 2013

Condurre al talamo e contaminarlo

Tutti i nostri lettori coniugati hanno messo in pratica la prima espressione (condurre al talamo); pochi, ci auguriamo, la seconda (contaminarlo), anche se oggi i costumi sono profondamente cambiati. Perché si adoperano questi modi di dire? Perché il talamo (per l'origine del termine vedremo ciò che dice Ottorino Pianigiani) nell'antica Grecia indicava la camera da letto di una casa e, in seguito, per estensione la camera matrimoniale e lo stesso letto. Figuratamente, quindi, «condurre al talamo» significa 'sposare', 'prendere in matrimonio' e si riferisce particolarmente all'uomo nei confronti della donna. Colui che contamina il talamo, invece, commette (anzi: commetteva) adulterio, contaminando il letto (talamo) coniugale.



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Buongiorno, il dubbio che mi è sorto è se si può dire TALMENTE TANTO o è pleonastico?

Grazie e distinti saluti
(Firma)
Località omessa
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A mio avviso si può dire benissimo e non è pleonastico.  Talmente è un avverbio che sta per 'a tal punto', 'in modo tale', 'in maniera tale'. Sono talmente tanto stanco, per esempio, sta per "sono a tal punto tanto stanco".
"Talmente tanto" si trova in numerose pubblicazioni.

https://www.google.it/search?q=%22Talmente+tato%22&btnG=Cerca+nei+libri&tbm=bks&tbo=1&hl=it#q=%22Talmente+tanto%22&hl=it&tbm=bks&psj=1&ei=OQaRUf-8FInFPcGPgcgJ&start=0&sa=N&bav=on.2,or.r_cp.r_qf.&bvm=bv.46340616,d.ZWU&fp=fc696af4702f89fd&biw=1024&bih=638

E anche nei due maggiori quotidiani italiani:

https://www.google.it/#sclient=psy-ab&q=%22talmente+tanto%22:+ricerca.corriere.it&oq=%22talmente+tanto%22:+ricerca.corriere.it&gs_l=hp.12...79109.83796.2.87062.11.10.0.0.0.0.765.6079.3-2j0j6j2.10.0...0.0...1c.1.12.hp.qgOLi8RkfRo&psj=1&bav=on.2,or.r_cp.r_qf.&bvm=bv.46340616,d.bGE&fp=3a40a8cc297be8f&biw=1024&bih=638


https://www.google.it/#sclient=psy-ab&q=%22talmente+tanto%22:+ricerca.repubblica.it&oq=%22talmente+tanto%22:+ricerca.repubblica.it&gs_l=hp.12...339610.343360.3.348610.10.10.0.0.0.7.1453.7093.3-2j1j4j1j2.10.0...0.0...1c.1.12.hp.NGlpA37aOBE&psj=1&bav=on.2,or.r_cp.r_qf.&bvm=bv


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Si può strozzare una persona senza ucciderla?

Cliccate su questo collegamento: http://www.corriere.it/cronache/13_maggio_14/strozza-madre-chieti_0d02c96e-bc7c-11e2-996b-28ba8ed4f514.shtml